Juve e Lazio no!,La Dea vola,l'Inter ancora stop stavolta a Verona,Volo Milan,Grande Lecce per la salvezza,Roma finalmente una vittoria ma.....

Milan-Juventus 4-2

UMilan dalla grinta e dalla carica enorme, una Juve che va nel blackout totale per una ventina di minuti nel momento in cui aveva la partita e il campionato in mano: partita incredibile a San Siro, con gli uomini di Sarri che vanno avanti di due reti e che poi si sciolgono completamente nel giro di venti minuti, subendo quattro gol in rapida sequenza lasciando il discorso scudetto ancora tutto aperto. Dopo il tris alla Lazio, il poker alla Juve: è un'altra grande serata di Pioli, per la prima volta vittorioso contro i bianconeri, è la serata del Diavolo che mette inquietudine e ansie nei pensieri juventini che già assaporavano la fuga decisiva e invece restano fermi in classifica, per la prima volta dalla ripartenza della Serie A. Apre Ibra su rigore, poi Kessie , Leao e Rebic.



Lecce-Lazio 2-1


Dopo il ko interno con il Milan, la Lazio non si rialza e cade anche sul campo del Lecce (2-1). La squadra di Inzaghi va anche in vantaggio grazie a Caicedo ma viene prima raggiunta da Babacar e poi superata nel secondo tempo da una rete di Lucioni. Nell'infinito finale di partita arriva anche la follia di Patric, che morde un avversario e viene espulso.
La Lazio non riesce a ritrovarsi. Sicuramente la forma fisica è lontanissima parente di quella pre-interruzione del campionato. E stanno pesando tanto, in questo mini-campionato in cui si gioca ogni tre giorni, le assenze e in generale una rosa non particolarmente lunga. La Juve è lontana, così come il sogno scudetto.
Sorride invece Liverani, che fa un balzo cruciale per le speranze di salvezza. Stasera il Lecce è fuori dalla zona retrocessione, a scapito del Genoa. E mette paura al Torino, avanti solamente di 5 punti.

Atalanta-Sampdoria 2-0

L'Atalanta che si sbarazza della Sampdoria per 2-0 raggiunge il record di 9 vittorie consecutive in campionato (11 se consideriamo anche la doppia sfida di Champions contro il Valencia) e punta alla seconda posizione occupata da una Lazio in crisi, distante solo 2 punti. I bergamaschi si confermano così la squadra più in forma dal post lockdown con uno score di 6 vittorie, 14 gol fatti e 5 subiti (porta inviolata negli ultimi tre match). E ora il prossimo obiettivo è il Milan di Sacchi e dei tre olandesi che nella stagione 1989/1990 furono capaci di mettere in fila 10 successi.
La partita è spigolosa. Perché Ranieri l’ha impostata perfettamente in chiave difensiva, complice la mole di giocatori che piazza dietro la linea della palla. In pratica c’è il solo Gabbiadini davanti. La massa blucerchiata complica il match all’Atalanta, che non riesce a trovare nemmeno spunti individuali.

Primo tempo equilibrato ma nel secondo la partita diventa più nervosa  I due tecnici vengono ammoniti per un battibecco e poco dopo Ranieri guadagna addirittura il rosso per proteste. In campo la Samp incomincia a cedere terreno e a rimanere schiacciata dal forcing nerazzurro. Gioco forza arrivano i tentativi di fuori. Come quello di Malinovskyi che si spegne a lato. E, gioco forza, i calci da fermo assumono importanza capitale. Ne sa qualcosa Toloi che a un quarto d’ora dalla fine prende l’ascensore, saluta i marcatori Bereszinky e Murru, e manda in rete il corner di Malinovskyi. Uno a zero. I doriani non reagiscono e a 5 dal termine arriva il k.o. del neoentrato Muriel. Per lui sono 17 centri in campionato. Non male per un panchinaro.


Verona-Inter 2-2


Ancora rimpianti, per l’Inter di Conte: dopo i ko di Juve e Lazio l’occasione era buona per ridurre le distanze dalle prime due, ma la missione è riuscita solo in parte. Certo, davanti c’era il Verona di Juric che, nonostante fosse reduce (come i nerazzurri) da un ko, continua a coltivare il suo sogno europeo e a giocare un grande calcio, ma l’Inter, dopo lo spavento iniziale aveva dimostrato il carattere della grande riuscendo a rimontare in pochi minuti. Per poi crollare però nel finale.
 

L’avvio è da dimenticare per i nerazzurri. Skriniar non riesce a contenere l’esuberanza di Lazovic, che dalla fascia si accentra, rientra, lo salta e scarica in porta: 1-0 Hellas dopo 2’. E il Verona potrebbe anche dilagare, con un palo a fermare Veloso e Dimarco a pochi centimetri dal raddoppio. L’Inter soffre e regge fino all’intervallo, mostrando piccoli segnali di ripresa, e nel secondo tempo riemerge dagli spogliatoi cambiata. Nel giro di 6’ Candreva fa 1-1 e poi propizia l’1-2 (palla in mezzo deviata da Dimarco nella sua porta). Risultato ribaltato al 55’.
 

Quando si tratta di portare a casa tre punti che avvicinerebbero l’Inter alla Lazio, controsorpassando l’Atalanta, l’Inter si perde nuovamente, però, a 4’ dalla fine. Rrhamani entra in area dalla destra troppo comodamente e serve a rimorchio Veloso che piazza il 2-2. Conte, che ha già tolto Lukaku, si gioca la carta Eriksen, tenuto in panchina fino all’88°, ma ormai il risultato è fissato. L’Inter resta quarta, ora alle spalle dell’Atalanta, rosicchiando a Juve e Lazio solo un punto. E restano i rimpianti.




Roma-Parma 2-1


 Una vittoria sofferta, in rimonta. Tre punti per risorgere e tornare a respirare dopo tre sconfitte di fila.La Roma  torna ad agganciare al quinto posto in classifica il Napoli. Senza l’infortunato Smalling e con Cristante centrale di difesa per l’occasione, la squadra giallorossa conferma i segnali di vita dati nella sfortunata trasferta di Napoli e restituisce un sorriso ai propri tifosi in questo complicatissimo finale di stagione. Protagonista della serata è stato ancora lui, Mkhitaryan, che insieme a Veretout ha aggiustato una gara partita malissimo a causa di un rigore trasformato da Kucka in apertura.

Fonseca lascia fuori Kolarov e conferma la difesa a tre con Cristante scalato in difesa per sostituire Smalling. Alle spalle di Dzeko agiscono Mkhitaryan e Pellegrini nel ruolo di trequartisti. Per Zaniolo solo una manciata di minuti nel finale.    

Anche un episodio che sta facendo discutere da parte dell'arbitro Michael Fabbri (presuntuoso) . Una stagione orribile, racchiusa in quella OFR che farebbe tenerezza se non fosse invece rabbia. Incredibile come l’arbitro di Ravenna non abbia concesso un rigore facile facile visto al monitor. Ma già ne aveva combinata una, con il penalty non visto su Cornelius.

Rigori

In ordine cronologico: Cristante da dietro su Cornelius, c’è un elemento che potrebbe aiutare un arbitro distratto, il pallone resta sempre lì, mentre invece, se ci fosse stato il tocco del giallorosso, avrebbe dovuto spostarsi in avanti. Il contatto fra lo stinco di Cristante e il tallone di Corlenius è netto, Mazzoleni lo richiama all’OFR. E lo stesso fa nella ripresa, quando pesca il tocco con il braccio sinistro di Mancini: vero, dietro c’è Kucka, ma il difensore giallorosso è già predisposto col braccio largo e alto. La spiegazione è peggio dell’errore, si sente in tv uno «spalla» che fa dubitare anche delle capacità visive di Fabbri.



Altri risultati:

Fiorentina-Cagliari 0-0

Genoa-Napoli 1-2

Bologna-Sassuolo 1-2

Torino-Brescia 3-1

Spal-Udinese 0-3







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