Calcio, la Serie A riparte il 20 giugno






Il campionato di Serie A ricomincerà il 20 giugno, 102 giorni dopo l'ultima partita.
La notizia ufficiale è arrivata al termine della conference call tra il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il presidente della Figc Gabriele Gravina, il presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino e quello della Lega B Mauro Balata, oltre ai rappresentanti dei Dilettanti, dei calciatori, degli allenatori e degli arbitri.
«La riunione è stata molto utile - ha detto Spadafora - ora l'Italia sta ripartendo ed è giusto che riparta anche il calcio. Oggi era arrivato l'ok del Cts al protocollo Figc, che confermava l'obbligo della quarantena fiduciaria in caso di positività di un giocatore e assicurava che il percorso dei tamponi dei calciatori non potrà ledere il percorso dei tamponi degli italiani. Se la curva dei contagi muterà e il campionato sarà costretto a fermarsi di nuovo, la Figc mi ha assicurato l'esistenza un piano B, i playoff, e di un piano C, la cristallizzazione della classifica. Alla luce di tutto questo possiamo dire che il campionato riprenderà il 20 giugno. C'è poi la possibilità che il 13 e il 17 si possano disputare le semifinali e la finale di Coppa Italia».

Quali partite si giocheranno

Alla luce della decisione del governo resta da capire quale sarà il calendario per la ripartenza. A deciderlo sarà la Lega Serie A che, ottenuto il via libera, dovrà stabilire quali gare disputare. L'ipotesi più probabile, in base alle anticipazioni di Spadafora, è quella di far giocare i ritorni delle due semifinali di Coppa Italia (Napoli-Inter e Juventus-Milan) nel weekend del 13-14 giugno (ma in tal caso servirà un nuovo decreto perché al momento gli eventi sportivi sono bloccati fino al 14), con la finale mercoledì 17. Nel fine settimana del 20-21 giugno si potrebbe ripartire con i quattro recuperi della 25esima giornata (Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Torino-Parma e Verona-Cagliari), oppure con l'intera 27esima.

Il protocollo da rispettare

Ad anticipare il via libera alla Serie A era stata la decisione del Comitato Tecnico Scientifico, che aveva messo la firma sul protocollo per le partite, stilato dai medici della Federazione e presentato domenica sera. Un protocollo che si rifà a quello degli allenamenti collettivi, declinato però sulle gare. Condizioni rigide da rispettare dentro e fuori dal campo. 
Gli stadi saranno suddivisi in tre zone (interno, tribune, esterno stadio) e in ognuna una di esse non potranno essere presenti più di 130 persone contemporaneamente, per un massimo totale di 300 persone.
Gli arrivi allo stadio dovranno essere scaglionati: prima gli arbitri (un'ora e 45 minuti prima dell'inizio della partita), poi la squadra ospite (un'ora e 40 minuti prima), infine la squadra di casa (un'ora e mezza prima del fischio di inizio). I giocatori della squadra di casa dovranno arrivare con mezzi propri, quelli della squadra in trasferta su due pullman.
All'ingresso in campo non potranno esserci i bambini ad accompagnare i calciatori, non ci saranno le mascotte, non ci saranno foto di squadra né la cerimonia della stretta di mano tra i giocatori.
In panchina sarà necessario mantenere un posto vuoto tra un calciatore e l'altro e in caso di necessità si potranno utilizzare le tribune, ovviamente vuote perché la ripresa sarà a porte chiuse.
Cambia anche il rapporto con gli arbitri: i giocatori dovranno stare ad almeno un metro e mezzo dal direttore di gara, evitando capannelli attorno a lui come spesso si vede sui campi. Anche il VAR cambia, con tre persone al posto delle quattro abituali nella saletta adibita alla revisione delle immagini.
Il CTS non ha voluto derogare sulla questione della quarantena: se un giocatore o un membro dello staff risulteranno positivi, l'intero gruppo dovrà essere isolato per 14 giorni. Tanti, troppi secondo i medici delle società, che alla luce della diminuzione della curva dei contagi chiedevano e speravano che il periodo di isolamento fosse accorciato a 7 giorni, tenuto conto che era già stato scartato il «modello Germania», dove si è deciso di isolare soltanto la persona positiva tenendo sotto controllo con tamponi e test (ma senza obbligo di quarantena) tutti gli altri. Niente da fare, su questo il Comitato è stato rigidissimo.
Ma la bella notizia che tutti gli appassionati stavano aspettando resta: la Serie A torna in campo.

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