Progetto Pitlane: sette team di F1 contro il Coronavirus



Il Governo britannico ha ufficializzato che sette squadre di Formula 1 hanno aderito al piano urgente per la progettazione e produzione di respiratori polmonari utili a combattere il Coronavirus. Perché in Italia non si è altrettanto rapidi a fronte della disponibilità dei grandi marchi?

In Gran Bretagna l’allarme Coronavirus è scattato in ritardo dopo le insensate dichiarazioni iniziali di Boris Johnson, ma la reazione inglese è stata certamente molto rapida e meno burocraticizzata di quanto non sia in Italia.
Il governo britannico in due settimane ha attivato quello che è stato definito il “Progetto Pitlane” che annovera le sette squadre di Formula 1 che hanno aderito al piano che si propone di realizzare dei dispositivi medici utili ad aiutare nel trattamento i pazienti di COVID-19.
Mentre da noi la disponibilità di grandi gruppi come FCA, Ferrari, Marelli e CNH non ha ancora trovato un vero punto di partenza nonostante l’emergenza sanitaria, i sette team hanno deciso di mettere a disposizione il loro know how (anche le Engineering che già si occupano di altro al di fuori del Motorsport) per fabbricare e fornire respiratori polmonari in modo da supportare la crescente esigenza locale.

Il progetto Pitlane si concentra su tre fasi di lavoro: velocizzare la disponibilità di respiratori polmonari da produrre su licenza, intervenire nei processi produttivi con le nuove tecnologie per incrementarne i numeri e, infine, partire dalla prototipazione rapida per arrivare a prototipi di nuovi dispositivi in grado di essere certificati per poi essere messi in produzione.

La capacità unica della F1 di saper rispondere rapidamente alle sfide tecnologiche consente di contribuire a dare una risposta che sarebbe più lenta nel più tradizionale settore metalmeccanico.
Speriamo che anche in Italia si possano ottenere gli stessi risultati positivi nei prossimi giorni...