Il dramma Samp: salgono a 9 i contagiati da CORONA VIRUS, è la società più colpita in Italia

Il dramma Samp: salgono a 8 i contagiati da coronavirus, è la società più colpita
Manolo Gabbiadini, il primo dei giocatori risultato positivo al coronavirus
“Lievi sintomi”, ma alta contagiosità. La Sampdoria è in quarantena e i casi di positività al coronavirus saliti a nove,nelle ultime ore hanno agitato la notte del club blucerchiato, diventato il più infettato della Serie A. Gli ultimi due a cadere nella ragnatela del “mostro invisibile”, come ha definito il Covid-19 Fabio Depaoli, sono stati lo stesso difensore di 22 anni e il 27 enne terzino Bartosz Bereszynski. “Stiamo bene”, hanno tranquillizzato sui rispettivi profili Instagram i due calciatori. I quali, peraltro, hanno ribadito l’alta trasmissibilità di questo virus ancora difficile da contrastare. “Nonostante tutte le precauzioni prese di recente, non sono riuscito a evitarlo - ha spiegato il nazionale polacco - ecco perché chiedo a tutti di essere responsabili e di rimanere a casa ogni volta che è possibile”.  
L’allerta è grande (anche) in casa di una Sampdoria che aveva deciso di non dare più informazioni sui propri tesserati per evitare “inutili allarmismi”, dopo aver peraltro ribadito che “i ragazzi stanno tutti bene e sono nei loro domicili a Genova”. Un’interruzione di comunicazioni ufficiali che però non è servita ad evitare la diffusione degli ultimi nomi, anche perché è stato lo stesso Depaoli a dichiarare sui Social l’esito del tampone: è il primo esempio assoluto di “autodenuncia”. Dopo Manolo Gabbiadini, il secondo positivo nell’Italia del calcio dopo lo juventino Daniele Rugani, tutto è cambiato per il club del patron Massimo Ferrero, che indagando a fondo sulla salute di tutta la rosa a dello staff ha scoperto un’altra verità. Il virus era già penetrato nella squadra e i tamponi esaminati al laboratorio del policlinico San Martino hanno rivelato che altri quattro compagni di squadra dell’attaccante bergamasco l'avevano contratto. Si tratta di Omar Colley - il terzo difensore infetto di un reparto che conta nove elementi -, più i due centrocampisti Albin Ekdal e Morten Thorsby, e l’attaccante Antonino La Gumina.
Nel conto, però, c’è anche il dottor Amedeo Baldari, responsabile medico dell’area sanitaria, l’unico che precauzionalmente è stato ricoverato all’ospedale. Ma anche lui dispensa rassicurazioni. “È il momento di farsi coraggio, di curarsi e reagire… Non potete capire il carico di lavoro che stanno sopportando in questo reparto le infermiere ed i medici. Meravigliosi. Ne usciremo”.
La paura è che il contagio possa non essere finito e che i numeri aumentino. Intanto, la Sampdoria ha seguito le procedure previste dalla normativa, ponendo in quarantena domiciliare il resto della squadra, i dirigenti e tutte le persone potenzialmente coinvolte. Chiusa la sede sociale compreso il centro di allenamento di Bogliasco. Se non è una “guerra”, poco ci manca.