Giovani che giocano al chiuso: più a rischio di deficit di vitamina D




I giovani atleti che si allenano e gareggiano al chiuso sono più a rischio di sviluppare un deficit di vitamina D. Si tratta di una vitamina fondamentale per la nostra salute, in particolare quella delle ossa e dei denti, e necessaria per sviluppare una buona resistenza contro altre malattie.


 Secondo gli scienziati della George Mason University e la Mayo Clinic, USA, i giovani che praticano sport al chiuso, per esempio all’interno di palazzetti, come basket e pallavolo, sono più esposti al rischio.
Il team ha preso come campione un gruppo di giovani individui tra uomini e donne, studenti di college, a cui sono state somministrate dosi diverse della vitamina: ad un gruppo è stata data una dose molto alta, ad un altro una bassa, e ad un terzo gruppo non è stata somministrata nessuna dose. Tutti i ragazzi sono stati monitorati regolarmente durante il corso della stagione sportiva dell’anno 2018/19, con elaborate analisi di dati e informazioni su ognuno di loro, tra cui composizione e pigmentazione della pelle, esposizione al sole, apporto alimentare e analisi del sangue.
Secondo i risultati, il 65% dei partecipanti aveva un livello insufficiente di vitamina Dall’inizio dello studio, e i giovani di razza afroamericana erano quelli più esposti al rischio di deficit. Al contrario, nessuno dei ragazzi con la carnagione bianca presentava un livello basso della vitamina.
«Dato che gli atleti non assumono l’apporto necessario di vitamina D attraverso fonti alimentari, è bene ricorrere ai supplementi, metodo efficace, sicuro e accessibile per combattere le carenze», ha dichiarato la dottoressa Sina Gallo, leader dello studio. «Questo potrebbe essere particolarmente benefico per gli atleti che vivono ad altitudini elevate, in particolare durante i mesi invernali».